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	<title>Francesco Ori &#187; News</title>
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	<description>Assessore al Lavoro e Formazione Professionale - Provincia di Modena</description>
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		<title>FORMAZIONE NELLE IMPRESE: BANDO DA OLTRE 2 MILIONI</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Sep 2010 13:02:51 +0000</pubDate>
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Un piano per favorire lo sviluppo delle piccole e medie imprese attraverso la formazione continua in azienda, con azioni specifiche per il sostegno ai processi di innovazione tecnologica e organizzativa, interventi per favorire il ricambio generazionale e l&#8217;introduzione, per la prima volta, di opportunità formative anche per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="float: right; margin-left: 10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http://www.francescoori.it/2010/09/02/formazione-nelle-imprese-bando-da-oltre-2-milioni/&via=orif&text=FORMAZIONE NELLE IMPRESE: BANDO DA OLTRE 2 MILIONI&related=:&lang=en&count=vertical" class="twitter-share-button">Tweet</a><script type="text/javascript" src="http://platform.twitter.com/widgets.js"></script></div><div style="float: right; margin-left: 10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http://www.francescoori.it/2010/09/02/formazione-nelle-imprese-bando-da-oltre-2-milioni/&via=orif&text=FORMAZIONE NELLE IMPRESE: BANDO DA OLTRE 2 MILIONI&related=:&lang=en&count=vertical" class="twitter-share-button">Tweet</a><script type="text/javascript" src="http://platform.twitter.com/widgets.js"></script></div><p>ORI: PREVISTI PERCORSI ANCHE PER COCOCO E PARTITE IVA</p>
<p>Un piano per favorire lo sviluppo delle piccole e medie imprese attraverso la formazione continua in azienda, con azioni specifiche per il sostegno ai processi di innovazione tecnologica e organizzativa, interventi per favorire il ricambio generazionale e l&#8217;introduzione, per la prima volta, di opportunità formative anche per persone occupate con contratti di lavoro non subordinato, in particolare partite iva e cocopro e cococo.<span id="more-665"></span></p>
<p>Sono le caratteristiche del bando approvato nelle scorse settimane dalla Provincia di Modena che prevede l&#8217;utilizzo di risorse del Fondo sociale europeo per oltre due milioni e 160 mila euro. La prima scadenza per la presentazione dei progetti da parte degli enti di formazione è fissata a giovedì 7 ottobre. Per informazioni: www.provincia.modena.it.</p>
<p>«Grazie a questi interventi &#8211; spiega Francesco Ori, assessore provinciale alla Formazione e al lavoro &#8211; già da ottobre molte piccole e medie imprese che hanno l&#8217;esigenza di migliorare la competitività per reggere alle difficoltà della crisi potranno mettere in campo decine di interventi formativi per i propri dipendenti, sia per riqualificare figure professionali non più adeguate  sia per sostenere processi di innovazione e diversificazione».</p>
<p>In questo quadro si inserisce la novità dell&#8217;opportunità offerta anche ai lavoratori non subordinati. «E&#8217; un intervento a carattere sperimentale &#8211; aggiunge Ori &#8211; che abbiamo definito attraverso un confronto con il Cup, il Comitato unitario delle professioni, e le categorie economiche per consentire anche ai lavoratori autonomi e parasubordinati, che stanno subendo forti impatti negativi dalla crisi economica, di accedere ad azioni formative per migliorare le competenze e le conoscenze acquisite e renderle maggiormente spendibili e riconoscibili nel mercato del lavoro».</p>
<p>Le azioni complessivamente previste nel bando sono sette. La scadenza del 7 ottobre riguarda i piani formativi aziendali (un milione di euro), la formazione continua a sostegno dell&#8217;adattabilità dei lavoratori (321 mila euro), i processi di innovazione (150 mila euro), il ricambio generazionale (100 mila euro), i lavoratori non subordinati (200 mila euro). E&#8217; fissata al 3 novembre, invece, la scadenza per alcuni progetti di formazione continua (54 mila euro) e per un&#8217;azione riservata alle donne (336 mila euro) che «è particolarmente significativa &#8211; sottolinea Ori &#8211; perché, applicando strumenti di conciliazione tra tempi di vita e di lavoro, consentirà loro di partecipare a percorsi formativi grazie a riduzioni dell&#8217;orario lavorativo».</p>
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		<title>Medica Spa,  firmato l&#8217;accordo per la cassa integrazione</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Aug 2010 14:35:10 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[TweetTweetMedica Spa, firmato a Bologna l&#8217;accordo per la cassa integrazione in deroga dei 28 lavoratori dello stabilimento di Rovereto di Novi (Mo).
Bologna - I 28 lavoratori dello stabilimento di Rovereto di Novi (MO) della Società Medica S.p.a. di Medolla (Mo), interessati dalla procedura di mobilità, riceveranno a partire dall&#8217; 1 settembre, la cassa integrazione guadagni straordinaria in deroga, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="float: right; margin-left: 10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http://www.francescoori.it/2010/08/26/medica-spa-firmato-laccordo-per-la-cassa-integrazione/&via=orif&text=Medica Spa,  firmato l'accordo per la cassa integrazione&related=:&lang=en&count=vertical" class="twitter-share-button">Tweet</a><script type="text/javascript" src="http://platform.twitter.com/widgets.js"></script></div><div style="float: right; margin-left: 10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http://www.francescoori.it/2010/08/26/medica-spa-firmato-laccordo-per-la-cassa-integrazione/&via=orif&text=Medica Spa,  firmato l'accordo per la cassa integrazione&related=:&lang=en&count=vertical" class="twitter-share-button">Tweet</a><script type="text/javascript" src="http://platform.twitter.com/widgets.js"></script></div><p>Medica Spa, firmato a Bologna l&#8217;accordo per la cassa integrazione in deroga dei 28 lavoratori dello stabilimento di Rovereto di Novi (Mo).<span id="more-656"></span></p>
<p>Bologna <strong>- </strong>I 28 lavoratori dello stabilimento di <strong>Rovereto di Novi</strong> (MO) della <strong>Società Medica S.p.a.</strong> di Medolla (Mo), interessati dalla procedura di mobilità, riceveranno a partire dall&#8217; 1 settembre, la cassa integrazione guadagni straordinaria in deroga, per cessazione di attività, per un periodo di sei mesi, eventualmente prorogabili per ulteriori sei mesi. <br />L’accordo è stato firmato questa mattina, in una riunione tenutasi negli uffici della Regione a Bologna, da Regione Emilia-Romagna, Provincia di Modena, Società Medica Spa, CNA Modena, Filctem-Cgil e Femca-Cisl. <br />“Sostenere il reddito dei lavoratori, in particolare di quelli in difficoltà, è indispensabile per mantenere la coesione ed assicurare che alla sinora flebile ripresa non si accompagni una crescente tensione sociale – hanno sostenuto l’assessore regionale alle attività produttive,<strong>Gian Carlo Muzzarelli</strong> e l’assessore al lavoro della Provincia di Modena, <strong>Francesco Ori</strong> in una dichiarazione congiunta &#8211; il risultato raggiunto oggi assicura ai lavoratori un tempo più ampio per cercare nuova occupazione ed attenua così le conseguenze più drammatiche di un fatto come la cessazione di attività. Occupazione, diritti, reddito e ruolo fondamentale dei lavoratori sono le chiavi di un’economia più forte, competitiva e rinnovata e sono presupposti necessari per rafforzare questo territorio”.</p>
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		<title>CONTRO IL LAVORO NERO NUOVI STRUMENTI PER I COMUNI</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Aug 2010 09:42:39 +0000</pubDate>
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«Il lavoro nero, che in questo periodo di crisi rischia di diffondersi ulteriormente come facile ricetta anti-crisi, va contrastato con un’azione congiunta di tutti i soggetti (dalla Direzione provinciale del lavoro all’Inps, dalla Guardia di finanza all&#8217;Inail) e dotando di nuovi strumenti di intervento anche i Comuni». Lo afferma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="float: right; margin-left: 10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http://www.francescoori.it/2010/08/13/contro-il-lavoro-nero-nuovi-strumenti-per-i-comuni/&via=orif&text=CONTRO IL LAVORO NERO NUOVI STRUMENTI PER I COMUNI&related=:&lang=en&count=vertical" class="twitter-share-button">Tweet</a><script type="text/javascript" src="http://platform.twitter.com/widgets.js"></script></div><div style="float: right; margin-left: 10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http://www.francescoori.it/2010/08/13/contro-il-lavoro-nero-nuovi-strumenti-per-i-comuni/&via=orif&text=CONTRO IL LAVORO NERO NUOVI STRUMENTI PER I COMUNI&related=:&lang=en&count=vertical" class="twitter-share-button">Tweet</a><script type="text/javascript" src="http://platform.twitter.com/widgets.js"></script></div><p>ORI: DA SETTEMBRE ALL’OPERA UNA COMMISSIONE TECNICA.<span id="more-638"></span></p>
<p>«Il lavoro nero, che in questo periodo di crisi rischia di diffondersi ulteriormente come facile ricetta anti-crisi, va contrastato con un’azione congiunta di tutti i soggetti (dalla Direzione provinciale del lavoro all’Inps, dalla Guardia di finanza all&#8217;Inail) e dotando di nuovi strumenti di intervento anche i Comuni». Lo afferma l’assessore provinciale al Lavoro Francesco Ori che, facendo riferimento alle notizie apparse in questi giorni, annuncia per settembre l’avvio di  una commissione tecnica che «ha proprio l’obiettivo di individuare le modalità per consentire un utilizzo più efficace su questo tema della polizia municipale nelle operazioni di controllo, in particolare in tutte quelle situazioni dove si registrano i maggiori abusi nel ricorso a strumenti che favoriscono la flessibilità del lavoro».<br />
Per l’assessore Ori, infatti, è importante che accanto al potenziamento dei controlli («e in questo il ruolo dei Comuni potrà risultare strategico») prosegua l’impegno «in politiche efficaci di emersione del lavoro nero per superare situazioni di illegalità che alimentano la precarietà occupazionale e alterano gli equilibri del tessuto economico e sociale: evasione fiscale, mancanza di sicurezza sul lavoro e concorrenza sleale tra imprese».<br />
Tra i compiti della commissione tecnica ci sarà quello di definire le caratteristiche degli accertamenti da effettuare, prevedendo anche  la relativa attività di formazione per i vigili, e la valorizzazione delle esperienze di collaborazione fin qui realizzate con gli altri soggetti che hanno compiti ispettivi, così come le specifiche sanzioni accessorie che potrebbero essere inserite nei regolamenti comunali: da alcuni giorni di chiusura fino alla sospensione della licenza.<br />
«I risultati del lavoro della commissione &#8211; spiega Ori – saranno proposti alle organizzazione sindacali, alle associazioni di categoria e a tutti i Comuni per garantire la maggior omogeneità possibile sul territorio, per una maggiore efficacia dei controlli e per contrastare un fenomeno che avvelena le nostre comunità».</p>
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		<title>LAVORO ESTIVO GUIDATO – In stage 752 studenti</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Aug 2010 19:25:33 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<div style="float: right; margin-left: 10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http://www.francescoori.it/2010/08/10/lavoro-estivo-guidato-%e2%80%93-in-stage-752-studenti/&via=orif&text=LAVORO ESTIVO GUIDATO – In stage 752 studenti&related=:&lang=en&count=vertical" class="twitter-share-button">Tweet</a><script type="text/javascript" src="http://platform.twitter.com/widgets.js"></script></div><div style="float: right; margin-left: 10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http://www.francescoori.it/2010/08/10/lavoro-estivo-guidato-%e2%80%93-in-stage-752-studenti/&via=orif&text=LAVORO ESTIVO GUIDATO – In stage 752 studenti&related=:&lang=en&count=vertical" class="twitter-share-button">Tweet</a><script type="text/javascript" src="http://platform.twitter.com/widgets.js"></script></div><p>ORI: “IN CRESCITA, OTTIMA LA RISPOSTA DELLE AZIENDE”<br /> <span id="more-624"></span><br /> Sono 752 (63 in più rispetto all&#8217;anno scorso) gli studenti delle scuole superiori modenesi che in queste settimane stanno vivendo l&#8217;esperienza del lavoro estivo guidato promosso dalla Provincia di Modena e dalla Camera di commercio: un impegno di quattro settimane, più una di formazione, che li vede all&#8217;opera in uffici pubblici e privati, ma anche come operai, magazzinieri, commessi in forni e pasticcerie, negozi e centri commerciali, operatori in cooperative sociali e centri culturali.</p>
<p>Provenienti in maggioranza dalla terza superiore (ma il lavoro estivo è proposto anche agli studenti usciti dalla quarta) e con una netta prevalenza delle femmine sui maschi, i ragazzi sono equamente distribuiti tra aziende pubbliche (che ne occupano 390) e private (362). Sono 58 le aziende pubbliche che hanno aderito al progetto (Comuni, Unioni, Comunità montana, Aziende sanitarie e la stessa Provincia), mentre le 168 imprese private sono ben una trentina in più rispetto al 2009.</p>
<p>«Le aziende hanno dato una risposta molto positiva &#8211; commenta Francesco Ori, assessore provinciale alla Formazione e lavoro &#8211; soprattutto se si considera il momento di crisi che stiamo attraversando. Questa disponibilità ha permesso a un maggior numero di studenti di mettersi alla prova in ambito lavorativo sperimentando uno strumento efficace di raccordo scuola-lavoro che intendiamo consolidare. E i 500 euro della borsa di studio &#8211; aggiunge  Ori -possono fare molto comodo ai ragazzi».</p>
<p>La selezione degli studenti che partecipano al lavoro estivo, quest&#8217;anno le domande sono state 2.349, avviene secondo le graduatorie definite dalle scuole sulla base del profitto, delle attitudini e delle opportunità formative personali valutate dagli insegnanti. «L&#8217;iniziativa si inserisce nel percorso didattico &#8211; spiega Elena Malaguti, assessore provinciale all&#8217;Istruzione &#8211; e consente ai ragazzi di acquisire elementi di conoscenza e autovalutazione preziosi per proseguire il percorso scolastico e scegliere cosa fare dopo il diploma».</p>
<p>Gli studenti dei tecnici e dei professionali sono spesso destinati alle imprese private con compiti operativi, mentre liceali si vedono assegnare lavori in ufficio, spesso con mansioni di archivio e inserimento dati, oppure in biblioteche o librerie, dove non mancano comunque impieghi &#8220;di fatica&#8221; come gestire l&#8217;arrivo e la catalogazione dei libri scolastici.</p>
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		<title>FANANO, IN 15 NEL PERCORSO VERSO UN NUOVO LAVORO</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Jul 2010 16:00:21 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[TweetTweetDOPO LE CRISI AZIENDALI FORMAZIONE SUL TURISMO.

Promozione del territorio, valorizzazione dell&#8217;enogastronomia nei percorsi turistici, commercializzazione dei prodotti tipici. Sono alcuni dei temi che verranno approfonditi nel percorso formativo che sarà avviato a Fanano per accompagnare 15 persone in mobilità o in cassa integrazione straordinaria nella ricerca di un nuovo lavoro o di opportunità imprenditoriali autonome.
L&#8217;iniziativa, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="float: right; margin-left: 10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http://www.francescoori.it/2010/07/28/fanano-in-15-nel-percorso-verso-un-nuovo-lavoro/&via=orif&text=FANANO, IN 15 NEL PERCORSO VERSO UN NUOVO LAVORO&related=:&lang=en&count=vertical" class="twitter-share-button">Tweet</a><script type="text/javascript" src="http://platform.twitter.com/widgets.js"></script></div><div style="float: right; margin-left: 10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http://www.francescoori.it/2010/07/28/fanano-in-15-nel-percorso-verso-un-nuovo-lavoro/&via=orif&text=FANANO, IN 15 NEL PERCORSO VERSO UN NUOVO LAVORO&related=:&lang=en&count=vertical" class="twitter-share-button">Tweet</a><script type="text/javascript" src="http://platform.twitter.com/widgets.js"></script></div><p>DOPO LE CRISI AZIENDALI FORMAZIONE SUL TURISMO.<br />
<span id="more-614"></span><br />
Promozione del territorio, valorizzazione dell&#8217;enogastronomia nei percorsi turistici, commercializzazione dei prodotti tipici. Sono alcuni dei temi che verranno approfonditi nel percorso formativo che sarà avviato a Fanano per accompagnare 15 persone in mobilità o in cassa integrazione straordinaria nella ricerca di un nuovo lavoro o di opportunità imprenditoriali autonome.</p>
<p>L&#8217;iniziativa, definita in collaborazione con il Comune, è stata approvata dalla Provincia di Modena con un contributo di 36 mila euro utilizzando le risorse del Fondo sociale europeo per le situazioni di crisi aziendale e sarà sviluppata dal Cesvip. I lavoratori provengono dall&#8217;industria di macellazione Valle del Leo e dalle sedi di Fanano dell&#8217;Italtractor e della Promoservice.</p>
<p>«E&#8217; un percorso di oltre cento ore di formazione &#8211; spiega l&#8217;assessore provinciale al Lavoro e alla formazione professionale Francesco Ori &#8211; per gettare le base di un nuovo progetto lavorativo, partendo dall&#8217;esperienza del settore agroalimentare dal quale proviene la maggior parte dei partecipanti e sostenendo percorsi di riconversione per i lavoratori che provengono da altri settori». Accanto alla formazione di base al via in settembre (informatica, comunicazione, gestione del cliente, tecniche di accoglienza) sono previsti approfondimenti su alcuni aspetti specifici, mentre una fase del percorso sarà personalizzata e prevede l&#8217;accompagnamento nella ricerca del lavoro e nella valutazione delle opportunità imprenditoriali.</p>
<p>«E&#8217; un progetto importante per la nostra comunità &#8211; sottolinea il sindaco di Fanano Lorenzo Lugli &#8211; che rientra nella azioni attivate dall&#8217;amministrazione per contrastare gli effetti della crisi economica e sostenere le famiglie dei lavoratori coinvolti. In particolare, inoltre, questo percorso formativo ha l&#8217;obiettivo di qualificare la risorsa turismo che è in grado di creare ricchezza per tutto il territorio».</p>
<p>Nell&#8217;ambito della formazione per i lavoratori provenienti da aziende in crisi o in ristrutturazione sono già stati finanziati, con percorsi differenziati, progetti per 13 dipendenti della ceramica Lord di Novi e per 25 della Klaurius di Finale Emilia, tutti i cassa integrazione straordinaria. Complessivamente il contributo è stato di 77 mila euro. Sono ancora disponibili risorse per quasi 190 mila euro e la scadenza per la presentazione delle prossime proposte è fissata al 28 ottobre. Per informazioni: <a href="http://www.provincia.modena.it">www.provincia.modena.it</a>.</p>
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		<title>Incontro con Confesercenti Modena</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Jul 2010 19:07:44 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[TweetTweetOccupazione nel commercio e nei servizi, continua la contrazione dei posti di lavoro.  “S’impone la necessità di individuare una strategia in grado di rilanciare lavoro e occupazione, che tenga conto anche dalla piccola e media imprenditoria, componente fondamentale dell’economia locale. Una strategia orientata allo sviluppo di quegli ambiti innovativi come la green economy e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="float: right; margin-left: 10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http://www.francescoori.it/2010/07/23/incontro-con-confesercenti-modena/&via=orif&text=Incontro con Confesercenti Modena&related=:&lang=en&count=vertical" class="twitter-share-button">Tweet</a><script type="text/javascript" src="http://platform.twitter.com/widgets.js"></script></div><div style="float: right; margin-left: 10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http://www.francescoori.it/2010/07/23/incontro-con-confesercenti-modena/&via=orif&text=Incontro con Confesercenti Modena&related=:&lang=en&count=vertical" class="twitter-share-button">Tweet</a><script type="text/javascript" src="http://platform.twitter.com/widgets.js"></script></div><p>Occupazione nel commercio e nei servizi, continua la contrazione dei posti di lavoro.<br /> <span id="more-591"></span> “S’impone la necessità di individuare una strategia in grado di rilanciare lavoro e occupazione, che tenga conto anche dalla piccola e media imprenditoria, componente fondamentale dell’economia locale. Una strategia orientata allo sviluppo di quegli ambiti innovativi come la green economy e il turismo, risorse ancora poco sfruttate e con un elevato potenziale di crescita. Importante sarà quindi il contributo di ognuno, per puntare ad un diverso mix di politiche a sostegno dell’occupazione facendo leva sulla formazione, razionalizzando l’offerta e con un’attenzione particolare per i giovani e coloro che, in età più avanzata, sono rimasti esclusi dal mercato del lavoro”. Sono riflessioni di Confesercenti emerse in occasione dell’incontro sullo stato dell’occupazione nel territorio modenese con l’Assessore provinciale al Lavoro Francesco Ori, organizzato dalla Presidenza dell’Associazione imprenditoriale.</p>
<p>Tenutosi giovedì scorso, l’appuntamento con l’Assessore Ori, è stato seguito con grande interesse e partecipazione dall’Assemblea provinciale di Confesercenti. È stato un momento, per ragionare sullo stato di salute della nostra economia attraverso l’analisi dell’evoluzione dell’occupazione, per capire dinamiche e prospettive: da chi trova difficoltà ad essere integrato nel mondo del lavoro, alle tantissime imprese che hanno un ruolo determinante nella produzione di un benessere diffuso.</p>
<p>La crisi sta colpendo duramene l’economia italiana e la percentuale di disoccupazione a livello nazionale nel primo trimestre dell’anno ha raggiunto il 9,1%. S’intravedono nonostante tutto segnali di risalita con una ripresa degli ordini e dell’export, senza però alcuna inversione di tendenza nell’occupazione: anzi per quello che riguarda il territorio modenese la percentuale dei disoccupati va molto oltre la media delle regioni del nord Italia, rasentando il 9%. A parlar chiaro è la situazione riassunta dall’Osservatorio sul Mercato del Lavoro della Provincia di Modena, che trova ulteriori conferme anche nei dati dell’Osservatorio economico di Confesercenti. Nei primi sei mesi dell’anno infatti le 1.300 imprese prese a campione, hanno visto diminuire del 2,8% gli occupati rispetto allo stesso periodo del 2009. Un dato certamente negativo, ma sicuramente contenuto rispetto alle previsioni, per l’ampio ricorso agli ammortizzatori sociali e alla riduzione dell’orario di lavoro. Scelta operata da molti imprenditori pur di mantenere la professionalità dei propri addetti e rimanere competitivi sul mercato.</p>
<p>Tra i settori monitorati dall’Osservatorio, il conto più salato lo paga l’ingrosso che perde un 3,1% della forza lavoro e contestualmente registra una vera e propria esplosione delle ore di cassa integrazione, +470% rispetto al 2009. Dati che sottolineano come sia in corso una vera e propria riconfigurazione della filiera distributiva. In rosso anche il commercio al minuto extra alimentare che vede una diminuzione degli occupati dell’8,4%: dopo circa due anni di recessione nei consumi gli sforzi messi in campo per mantenere inalterati i posti di lavoro non sono più sufficienti. Un lieve decremento lo si segnala anche nel settore dei pubblici esercizi con un -1,3%: dato questo condizionato però da un fattore stagionale e quindi soggetto ad un possibile ulteriore peggioramento nella seconda parte dell’anno. In controtendenza il settore del commercio al minuto di alimentari; ad essere meno penalizzati sono soprattutto i piccoli negozi specializzati, che vedono aumentare l’occupazione dell’1,2% rispetto al primo semestre 2009. Va infine aggiunto che dall’indagine dell’Osservatorio di Confesercenti emerge che in tutti i settori analizzati si segnala la presenza di imprese che hanno dipendenti in cassa integrazione. Si tratta di un numero contenuto pari a 100 lavoratori; ma è pur vero che per la prima volta anche le imprese dei settori rappresentate da Confesercenti hanno fatto ricorso agli ammortizzatori sociali.</p>
<p>“In assenza di un’inversione di tendenza – ha spiegato il Presidente di Confesercenti Modena Massimo Silingardi &#8211; si corre quindi il serio rischio che la disoccupazione si allarghi ulteriormente e faccia sentire il suo peso anche sul sistema distributivo. Se aggiungiamo le prossime scadenze dei molti provvedimenti di cassa integrazione straordinaria e degli ammortizzatori sociali in deroga che fino ad ora hanno consentito di contenere la portata della crisi, la gravità della situazione diventa evidente. Con un monte ore di CIG come quello attuale, non si potrà andare avanti ancora per molto. Sarà quindi opportuno capire – ha aggiunto Silingardi &#8211; quali sono le prospettive per chi si è ritrovato e rischia di ritrovarsi disoccupato in età particolarmente critica per il rientro nel mondo del lavoro e che genere di possibilità hanno i giovani in cerca di prima occupazione, considerando che la disoccupazione giovanile è oggi al di sopra del 20%. Di sicuro sarà importante individuare: nuove politiche di formazione per riqualificare i lavoratori espulsi dal mercato del lavoro e per creare professionalità adeguate alle nuove esigenze delle aziende, partendo dai giovani laureati”.</p>
<p>A livello provinciale, secondo Confesercenti, occorrerà poi riflettere su una parcellizzazione degli enti formativi pubblici e privati che conosce pochi altri esempi. Servirà procedere in tempi brevi in questa direzione, con un orientamento che sostenga politiche di integrazione tra gli enti in questione e una maggiore specializzazione e qualificazione dell’offerta.</p>
<p>“Sarà nostro compito inoltre &#8211; ha evidenziato Silingardi &#8211; contribuire in modo costruttivo ad una discussione sulle strategie da seguire per favorire la diversificazione del tessuto imprenditoriale della nostra economia. Vi sono ambiti su cui puntare, a partire dalla green economy, intesa come modo di produrre innovativo; ma pensiamo anche ad un diverso sistema di welfare in cui si vadano a ridefinire le soglie di prestazione garantite dal pubblico per allargare al sistema dei privati. Sarà opportuno inoltre guardare al turismo, in quanto a risorsa del nostro territorio non ancora adeguatamente sfruttata. E’ giunto il momento, date le potenzialità del territorio modenese di creare insieme un prodotto turistico innovativo ed iniziare a promuoverlo con convinzione, mediante risorse adeguate e tecniche efficienti. È necessario da subito scommettere su uno sviluppo o meglio sul rilancio delleconomia in questi termini, implementando politiche formative adeguate, coinvolgendo tutti i soggetti interessati, dall’Università, alle scuole agli enti formativi”. “Consapevoli di fare i conti con una situazione purtroppo molto incerta – ha dichiarato l’assessore provinciale al Lavoro Francesco Ori &#8211; c’è da parte della Provincia il massimo impegno: a sostegno dell’occupazione e all’indotto economico locale. Siamo consci delle difficoltà incontrate dalle imprese, causa la congiuntura negativa e incentivate oltretutto dalla debolezza del rapporto che queste hanno con i credito. Ma è pur vero che Modena ha sempre saputo reagire di fronte alle trasformazioni profonde. Nell’auspicare quindi il rinnovo di questa capacità, confermo al disponibilità delle istituzioni a collaborare con il mondo economico su quelle che saranno le opportunità da cogliere. In una situazione in cui il problema non è quanti hanno perso il posto di lavoro, ma quanti saranno in grado di recuperarlo, occorrerà scommettere in primo luogo sul cambiamento affinché il territorio torni ad essere competitivo. E a tal proposito diventa cruciale anche il ruolo che le associazioni di categoria rivestono. Sarà importante quindi capire insieme in che modo assistere i disoccupati; come le competenze maturate potranno essere utili a fronte delle necessità che avremo in futuro; dove indirizzare la formazione, così da creare una rete di servizi utili alle imprese per cercare soluzioni adeguate. Occorrerà avere coraggio e mettersi più in discussione rispetto al passato, per capire insieme quali sono gli strumenti idonei al sostegno dell’occupazione”.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.confesercentimodena.it/">Confesercenti Modena</a></p>
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		<title>FORMAZIONE, PERCORSI PER OLTRE 500 PERSONE</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Jul 2010 15:22:25 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[TweetTweetORI: “PROGETTI PER DISOCCUPATI E LAVORATORI A RISCHIO”
Sono 580 (tra i quali circa 400 disoccupati) i destinatari dei percorsi formativi per l&#8217;inserimento e il reinserimento lavorativo, in partenza tra luglio e settembre, promossi dalla Provincia di Modena con il primo bando 2010 e finanziati con risorse del Fondo sociale europeo per un totale di un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="float: right; margin-left: 10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http://www.francescoori.it/2010/07/13/formazione-percorsi-per-oltre-500-persone/&via=orif&text=FORMAZIONE, PERCORSI PER OLTRE 500 PERSONE&related=:&lang=en&count=vertical" class="twitter-share-button">Tweet</a><script type="text/javascript" src="http://platform.twitter.com/widgets.js"></script></div><div style="float: right; margin-left: 10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http://www.francescoori.it/2010/07/13/formazione-percorsi-per-oltre-500-persone/&via=orif&text=FORMAZIONE, PERCORSI PER OLTRE 500 PERSONE&related=:&lang=en&count=vertical" class="twitter-share-button">Tweet</a><script type="text/javascript" src="http://platform.twitter.com/widgets.js"></script></div><p>ORI: “PROGETTI PER DISOCCUPATI E LAVORATORI A RISCHIO”<br />
Sono 580 (tra i quali circa 400 disoccupati) i destinatari dei percorsi formativi per l&#8217;inserimento e il reinserimento lavorativo, in partenza tra luglio e settembre, promossi dalla Provincia di Modena con il primo bando 2010 e finanziati con risorse del Fondo sociale europeo per un totale di un milione e 800 mila euro.<span id="more-573"></span></p>
<p>Si tratta, come spiega Francesco Ori, assessore provinciale alla Formazione e al lavoro, «di percorsi indirizzati a formare professionalità espressamente richieste dal mondo produttivo che coinvolgono sia i disoccupati che gli occupati a rischio di espulsione dal mercato del lavoro, oltre ai giovani che ancora vi devono entrare e alle categorie svantaggiate. Un modo concreto per rispondere alle difficoltà create dalla crisi».</p>
<p>Tredici percorsi formativi, tra tecnici di produzione industriale, operatori dell&#8217;agroalimentare e dei servizi, progettisti, interesseranno 175 persone occupate con bassa qualifica, contratti atipici, in mobilità, stagionali o che rientrano al lavoro dopo un periodo di astensione. Formeranno invece operatori amministrativi, di lavorazioni in carrozzeria, di magazzino merci e della ristorazione e posatori di piastrelle ceramiche i 12 corsi rivolti a 127 disoccupati, in particolare over 45 con bassa scolarità e quindi minori possibilità di accesso al mercato del lavoro, ai quali potrà essere corrisposta un&#8217;indennità di frequenza fino a un massimo di circa 400 euro al mese. Sempre per i disoccupati, ma destinati in particolare ai giovani, sono anche i sette percorsi, per un totale di 98 iscritti, di formazione superiore che porteranno all&#8217;ottenimento della qualifica professionale regionale in tecnico delle vendite nel settore biomedicale, in amministrazione e controllo di gestione, in automazione industriale, in spedizione e logistica, nel settore abbigliamento e tecnico delle luci e del suono. A questi si affiancano i corsi regionali per la provincia di Modena: tre di Istruzione e formazione tecnica superiore (Ifts), corsi di mille ore nei settori dell&#8217;automazione industriale, progettazione Cad e tessile-abbigliamento, e 11, di trecento ore, per persone che possiedono già una base di conoscenze in settori dalla meccanica all&#8217;edilizia, dall&#8217;alimentare all&#8217;energia.</p>
<p>Sono 182 infine le persone in condizione di svantaggio, dai disabili a chi rientra nelle nuove povertà, ai quali rispondono i percorsi formativi finanziati nell&#8217;ambito dell&#8217;inclusione sociale.</p>
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		<title>Ammortizzatori sociali, convegno di Confindustria Modena</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Jun 2010 19:19:31 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[TweetTweetIl Gruppo Giovani di Confindustria Modena ha proposto, con un convegno ad hoc, riflessioni sul futuro di questi strumenti.
«Per alcuni di noi, gli ammortizzatori sociali hanno rappresentato un&#8217;ineluttabile necessità: dalla Cassa integrazione guadagni ordinaria si è passati a quella straordinaria, e da questa alla Cassa in deroga». Al cuore del problema (e del convegno &#8220;Gestire [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="float: right; margin-left: 10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http://www.francescoori.it/2010/06/07/ammortizzatori-sociali-convegno-di-confindustria-modena/&via=orif&text=Ammortizzatori sociali, convegno di Confindustria Modena&related=:&lang=en&count=vertical" class="twitter-share-button">Tweet</a><script type="text/javascript" src="http://platform.twitter.com/widgets.js"></script></div><div style="float: right; margin-left: 10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http://www.francescoori.it/2010/06/07/ammortizzatori-sociali-convegno-di-confindustria-modena/&via=orif&text=Ammortizzatori sociali, convegno di Confindustria Modena&related=:&lang=en&count=vertical" class="twitter-share-button">Tweet</a><script type="text/javascript" src="http://platform.twitter.com/widgets.js"></script></div><p>Il Gruppo Giovani di Confindustria Modena ha proposto, con un convegno ad hoc, riflessioni sul futuro di questi strumenti.<span id="more-595"></span></p>
<p>«Per alcuni di noi, gli ammortizzatori sociali hanno rappresentato un&#8217;ineluttabile necessità: dalla Cassa integrazione guadagni ordinaria si è passati a quella straordinaria, e da questa alla Cassa in deroga». Al cuore del problema (e del convegno &#8220;Gestire la crisi prolungata: cassa integrazione straordinaria o contratti di solidarietà?&#8221;) va in modo diretto il presidente del Gruppo Giovani di Confindustria Modena Davide Malagoli nel suo discorso introduttivo. «I giovani imprenditori», sottolinea Malagoli, «per definizione sono promotori di incontri di scenario, di politica economica, di cultura d&#8217;impresa, insomma di tematiche legate alla nostra crescita professionale e personale. Con il convegno siamo &#8220;usciti dal seminato&#8221; solo in apparenza. Nemmeno questa volta, a ben vedere, veniamo meno alla nostra missione: siamo qui per interrogarci sugli scenari futuri delle nostre aziende, sugli strumenti che consentano sì di mantenere elevati gli standard produttivi, ma al contempo di salvaguardare l&#8217;occupabilità e la dignità dei nostri collaboratori».</p>
<p>Guardare al domani per non rimanere imprigionati nella retorica del passato è una sfida che Michele Tiraboschi, professore ordinario di Diritto del lavoro dell&#8217;Università di Modena e Reggio Emilia, raccoglie di buon grado. «La crisi ha dimostrato che il sistema italiano degli ammortizzatori sociali ha funzionato: l&#8217;Italia, insieme a Germania, Austria e Olanda, ha oggi un tasso di disoccupazione tra i più bassi d&#8217;Europa. Ciò nonostante, per il futuro, occorre lavorare sulla cultura della bilateralità e ripartire da alcuni caposaldi della legge 30/2003. Non è forse vero che, anche sul versante del sostegno al reddito, gli enti bilaterali, con l&#8217;istituzione per esempio di appositi fondi intercategoriali, rappresentano un valido contributo al mantenimento del patrimonio di professionalità del lavoro dipendente? Modena dovrebbe studiarsi, leggersi nel profondo e approntare un&#8217;analisi dei fabbisogni del suo territorio».</p>
<p>A Modena, nel comparto metalmeccanico, sono circa 40 mila gli addetti messi sotto la tutela degli ammortizzatori sociali. «Le aziende che hanno fatto richiesta di Cigo sono 289, di Cigs 91 e di Contratti di solidarietà 16. Rilevo con un certo disappunto», afferma Giordano Fiorani, segretario provinciale Fiom Cgil, «che le imprese modenesi non hanno una grande considerazione di quest&#8217;ultimo strumento. Eppure per noi il Contratto di solidarietà ha un pregio di natura temporale perché dopo i primi due anni può essere prorogato per altri due, e un pregio di natura economica perché prevede l&#8217;integrazione salariale. A Modena e provincia, in circa un anno e mezzo, sono rimasti a casa quattromila lavoratori precari: la legge 30 ha prodotto anche qualche mostro. Insisto nel rivendicare un&#8217;estensione degli ammortizzatori sociali a una platea più ampia ed eterogena di fruitori».</p>
<p>La crisi impone, in tempi rapidi, di scegliere quale direzione si vuole dare all&#8217;economia. «La ripresa», ricorda Augusto Pascucci, segretario generale Uilcem Uil, «può giovarsi di strumenti vecchi e collaudati, strumenti nuovi e con qualche rischio connaturato, e di una parte di intuizioni lungimiranti. La stessa cosa vale per il lavoro: non esiste un&#8217;unica soluzione alla sua difesa: Cigo, Cigs e Contratto di solidarietà sono oggetto del nostro dibattito ma non sono esaustivi della realtà più complessa. Nel 1993, tanto per fare un esempio, furono introdotti i lavori socialmente utili per utilizzare i lavoratori espulsi dalle imprese ai quali veniva erogata la Cigs. Si decise, a fronte di quel costo statale, di convertire l&#8217;opera di questi lavoratori in attività di pubblicà utilità. Oggi, quella è un&#8217;intuizione che può considerarsi vincente perché ha consentito a tante persone di ricollocarsi in nuove posizione professionali. Nulla vieta che, con qualche aggiustamento e correzione, si possa replicare un&#8217;esperienza di quel tipo».</p>
<p>Nel 2013 si dovrà ridiscutere a Bruxelles il rinnovo dei fondi europei. «Dall&#8217;osservatorio della Provincia», rimarca l&#8217;assessore provinciale al Lavoro Francesco Ori concludendo  gli interventi, «si guarda a quella data con una certa apprensione. Vengono infatti dall&#8217;Europa le principali risorse che gli enti locali sono in grado di mettere in campo per la formazione professionale. Senza un&#8217;adeguata formazione delle risorse umane, difficilmente si mette in moto un meccanismo virtuoso per il rilancio delle imprese: la crisi prolungata si gestisce con un piano robusto di incentivi all&#8217;orientamento e alla ricollocazione dei lavoratori».</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.emmeweb.it/it/ammortizzatori-sociali-ipotesi-di-riforma-a-confronto.html" target="_blank">EmmeWeb</a></p>
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		<title>I 125 anni del Carlino</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Jun 2010 19:34:05 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[TweetTweetModena, 4 giugno 2010. E&#8217; sbarcata anche a Sassuolo la mostra &#8220;45.000 notti passate a scrivere la storia&#8221;, con la quale il Carlino festeggia i suoi 125 anni, realizzata grazie al contributo di Unicredit e Confcommercio, aperta alla Galleria XX Settembre (le Ex Cavedoni) fino al 28 giugno in contemporanea con l&#8217;esposizione inaugurata ieri al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="float: right; margin-left: 10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http://www.francescoori.it/2010/06/04/i-125-anni-del-carlino/&via=orif&text=I 125 anni del Carlino&related=:&lang=en&count=vertical" class="twitter-share-button">Tweet</a><script type="text/javascript" src="http://platform.twitter.com/widgets.js"></script></div><div style="float: right; margin-left: 10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http://www.francescoori.it/2010/06/04/i-125-anni-del-carlino/&via=orif&text=I 125 anni del Carlino&related=:&lang=en&count=vertical" class="twitter-share-button">Tweet</a><script type="text/javascript" src="http://platform.twitter.com/widgets.js"></script></div><p>Modena, 4 giugno 2010. E&#8217; sbarcata anche a Sassuolo la mostra &#8220;45.000 notti passate a scrivere la storia&#8221;, con la quale il Carlino festeggia i suoi 125 anni, realizzata grazie al contributo di Unicredit e Confcommercio, aperta alla Galleria XX Settembre (le Ex Cavedoni) fino al 28 giugno in contemporanea con l&#8217;esposizione inaugurata ieri al Palazzo dei Musei di Modena. <span id="more-600"></span>In mostra le pagine nazionali e locali, ricordi indelebili nella nostra memoria: per esempio la promozione in B del Sassuolo (un auspicio per i playoff che i neroverdi stanno giocando), la visita del cardinal Camillo Ruini, l&#8217;elezione a sindaco di Luca Caselli e molto altro ancora. Un compleanno molto sentito anche nella capitale del distretto ceramico, e il direttore del Carlino e del Qn Pierluigi Visci ha voluto sottolinearlo: &#8220;Teniamo alla comunità sassolese e a quella di Modena allo stesso modo, con massima attenzione per una città di grande viviacità imprenditoriale. Per questo &#8211; ha annunciato &#8211; stiamo studiando qualcosa di più specifico, di più bello, di più interessante per Sassuolo, con l&#8217;aiuto di tutti voi. Sassuolo lo merita&#8221;. Nella sala del consiglio comunale si è tenuta la tavola rotonda &#8220;Sassuolo tra identità e futuro: prospettive del territorio dopo la grande crisi&#8221;, moderata dal nostro vicedirettore Pierluigi Masini, che ha visto gli interventi del sindaco Luca Caselli, l’assessore provinciale al Lavoro Francesco Ori, l’assessore comunale alle Attività produttive Claudio Casolari, il direttore di Qn-Il Resto del Carlino Pierluigi Visci, Franco Manfredini presidente di Confindustria Ceramica, Maurizio Bandieri presidente di Confcommercio Imprese per l’Italia di Sassuolo, Graziano Verdi presidente gruppo GranitiFiandre e ad del gruppo Iris Ceramica e Marco Zanni, direttore del territorio di Sassuolo per Unicredit Banca. Sono intervenuti anche Leo Turrini, sassolese e inviato del Carlino, e Matteo Richetti e Enrico Aimi, oggi presidente e vicepresidente dell&#8217;assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna, ma un tempo collaboratori del Carlino. Richetti, in particolare, ha ricordato i suoi trascorsi da collaboratore della pagina di Sassuolo. Personale anche il ricordo di Luca Caselli: &#8220;Mio padre non diceva &#8216;vai a prendere il giornale&#8217;, ma &#8216;vai a prendere il Carlino&#8217;. E sono contento perché non avrei mai pensato di festeggiare da sindaco i 125 anni del mio giornale&#8221;.</p>
<p><a href="http://www.ilrestodelcarlino.it/cultura/2010/06/04/341218-storia_carlino_nella_terra_della_piastrella.shtml">di MARCO BILANCIONI</a></p>
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		<title>Crisi economica</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Mar 2010 18:13:24 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[TweetTweetDal Consiglio provinciale straordinario un “Sos occupazione”. In scadenza decine di accordi i Cassa Integrazione straordinaria, serve un intervento urgente su ammortizzatori sociali. Attuare politiche di sostegno alle imprese e di lotta al lavoro nero.
Gli effetti della crisi economica, che già nel 2009 ha inciso in maniera significativa sull&#8217;occupazione in provincia di Modena facendoraddoppiare il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="float: right; margin-left: 10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http://www.francescoori.it/2010/03/06/crisi-economica/&via=orif&text=Crisi economica&related=:&lang=en&count=vertical" class="twitter-share-button">Tweet</a><script type="text/javascript" src="http://platform.twitter.com/widgets.js"></script></div><div style="float: right; margin-left: 10px;"><a href="http://twitter.com/share?url=http://www.francescoori.it/2010/03/06/crisi-economica/&via=orif&text=Crisi economica&related=:&lang=en&count=vertical" class="twitter-share-button">Tweet</a><script type="text/javascript" src="http://platform.twitter.com/widgets.js"></script></div><p>Dal Consiglio provinciale straordinario un “Sos occupazione”. In scadenza decine di accordi i Cassa Integrazione straordinaria, serve un intervento urgente su ammortizzatori sociali. Attuare politiche di sostegno alle imprese e di lotta al lavoro nero.<span id="more-477"></span></p>
<p>Gli effetti della crisi economica, che già nel 2009 ha inciso in maniera significativa sull&#8217;occupazione in provincia di Modena facendo<strong>raddoppiare il tasso di disoccupazione, salito dal 3,3 per cento del 2008 a oltre il 6 per cento,</strong> rischiano di essere ancora più pesanti nel corso del 2010 «<strong>se non si prevedono interventi per le migliaia di lavoratori che stanno arrivando alla scadenza della cassa integrazione: ai diecimila disoccupati in più del 2009 potrebbero aggiungersene altrettanti nel corso del 2010». E&#8217; l&#8217;allarme lanciato dall&#8217;assessore a Lavoro e Formazione professionale Francesco Ori  in apertura del Consiglio provinciale straordinario dedicato alla crisi che si è svolto sabato 6 marzo.</strong></p>
<p>L&#8217;assessore Ori ha spiegato che «entro il 2010, e già a partire dal mese di aprile, arriveranno a scadenza circa 130 accordi di cassa integrazione straordinaria per i quali non c&#8217;è al momento garanzia di rinnovo. Per questi lavoratori si profila dunque la mobilità, che significa perdere ogni collegamento con l&#8217;azienda. Un elemento che aggrava ulteriormente il quadro &#8211; ha aggiunto &#8211; è la concentrazione territoriale di queste situazioni nel comprensorio della ceramica, particolarmente colpito dagli effetti della crisi.<strong>Senza provvedimenti correttivi, la tenuta sociale è a rischio</strong>».</p>
<p>Ori ha riepilogato poi gli obiettivi strategici che la Provincia di Modena intende perseguire attraverso le politiche formative e per l&#8217;impiego, con risorse europee pari a 7 milioni e 300 mila euro.</p>
<p>In parallelo, la Provincia «continuerà a <strong>stimolare gli interventi a sostegno delle imprese </strong>- ha spiegato <strong>il presidente della Provincia Emilio Sabattin</strong>i &#8211; anche in vista dell&#8217;auspicata inversione di tendenza e dell&#8217;inizio della ripresa. Dobbiamo cercare di attrarre nuovi investitori, anche attraverso politiche urbanistiche, sostenendo inoltre la capitalizzazione e i processi di aggregazione delle nostre imprese. Va in questa direzione &#8211; ha concluso &#8211; il rinnovo degli accordi con gli istituti di credito sottoscritti nell&#8217;ambito del <strong>Patto anticrisi», tema sul quale è intervenuto Corrado Savigni dell&#8217;Associazione bancaria italiana</strong> sottolineando «la tempestività con cui la Provincia di Modena ha stimolato accordi territoriali per sostenere le imprese e i lavoratori, in anticipo rispetto a quelli adottati poi a livello nazionale».</p>
<p><strong>Finanziamenti agli enti locali </strong>(tre milioni di euro da maggio 2009 a oggi), un comitato per l&#8217;housing sociale e la proposta di una nota di credito Unicredit per le piccole e medie imprese sono invece gli interventi messi in campo<strong>dalla Fondazione Cassa di Risparmio Modena, e illustrati dal presidente Andrea Landi.</strong></p>
<p>Al centro degli interventi del <strong>presidente della Camera di commercio Maurizio Torreggiani e di Sergio Paba, prorettore dell&#8217;Università di Modena e Reggio Emilia, </strong>i progetti già avviati per il riposizionamento competitivo delle imprese attraverso l&#8217;innovazione, la ricerca industriale e il trasferimento tecnologico.</p>
<p><strong>I lavori del Consiglio sono proseguiti con gli interventi dei segretari del sindacati confederali, quindi la parola è passata ai gruppi consiliari.</strong></p>
<p>«Di fronte alla gravità della situazione serve un impegno straordinario superando divisioni e contrapposizioni». Lo ha affermato il <strong>presidente del Consiglio provinciale di Modena Demos Malavasi </strong>«Serve un forte impegno &#8211; ha aggiunto Malavasi &#8211; per garantire il sostegno alle famiglie dei lavoratori delle aziende in crisi e per aiutare le piccole le medie imprese».</p>
<p>Nel dibattito il <strong>capogruppo del Pd Luca Gozzoli</strong> ha sottolineato come «la giunta della Provincia e la maggioranza abbiano definito proposte concrete avendo il coraggio di affrontare i dati della crisi per quello che sono, cosa che non ha voluto fare il governo». Per Gozzoli l&#8217;obiettivo comune deve essere «la tutela dei più deboli (di fronte all&#8217;esaurimento della cassa integrazione bisogna fare in modo che non si perdano posti di lavoro) e la tutela degli onesti, con la lotta a ogni forma di evasione e lavoro nero». Sul ruolo degli enti locali, il capogruppo del Pd ha evidenziato la necessità di «reinterpretare la domanda sul sociale per individuare le vere necessità», mentre il territorio «deve definire progetti di rilancio per ridisegnare l&#8217;economia sviluppando innovazione e capacità di ricerca per garantire la competitività».</p>
<p><strong>Sergio Pederzini (Italia dei valori)</strong> ha definito &#8220;irresponsabile&#8221; l&#8217;atteggiamento «di che nega o minimizza gli effetti della crisi, di chi dice &#8220;siamo in ripresa, il peggio è passato&#8221;: non è vero, basta trascorrere un giorno negli uffici dei servizi sociali di un Comune del distretto ceramico». L&#8217;obiettivo immediato è la tutela di lavoratori e fasce sociali più deboli: «Servono il raddoppio della cassa integrazione e ammortizzatori sociali per i precari; bisogna favorire dignitosi salari minimo d&#8217;ingresso ai giovani; ridurre il carico fiscale delle imprese; accelerare i pagamenti della pubblica amministrazione; favorire accordi con il sistema bancario per il finanziamento delle imprese; detassare gli investimenti destinati all&#8217;innovazione tecnologica e al risparmio energetico promuovendo concretamente la &#8220;green economy&#8221;».  Pederzini ha concluso con l&#8217;invito a «non aspettare che la crisi passi da sola, il nostro dovere è fare, fare bene, fare presto».</p>
<p>Dopo aver sottolineato la preoccupazione per i dati emersi dall&#8217;analisi della crisi, <strong>Fabio Vicenzi (Udc) </strong>ha affermato che per fronteggiarne gli effetti è necessaria «una strategia comune che coinvolga enti pubblici, operatori economici e sistema bancario» e che servono «quelle riforme strutturali (pensioni, giustizia, pubblica amministrazione eccetera) che attendono ormai da 15 anni&#8230; Questo governo però decide di &#8220;non scegliere&#8221; e aspetta che la crisi passi da sola». Vicenzi ha rivolto critiche anche alla Provincia, pur apprezzandone «la politica di riduzione della spesa realizzata non in maniera indiscriminata». Sono mancate, però, secondo il capogruppo Udc, scelte coerenti con «l&#8217;esigenza di rilanciare il sistema produttivo (servivano più risorse per le piccole e medie imprese) e sostenere le politiche sociali (mancano interventi a favore delle famiglie e la Regione ha scelto di parificare ogni forma di convivenza), mentre sulle infrastrutture &#8211; ha proposto Vicenzi &#8211; c&#8217;è bisogno di più coraggio anticipando nel 2010 alcuni degli interventi previsti nel Piano triennale».</p>
<p>Cosa possono fare gli enti locali per fronteggiare la crisi economica? «Prima di tutto dovrebbero ridurre la burocrazia, semplificando tempi e procedure che determinano costi rilevanti per le aziende». Lo ha affermato <strong>Bruno Rinaldi (Pdl)</strong> che ha sottolineato anche la carenza di infrastrutture del territorio: «Bisogna investire in viabilità per supportare un sistema economico sempre più legato ai servizi». Per Rinaldi anche l&#8217;agricoltura è un settore da valorizzare: «Gli enti locali dovrebbero promuovere Piani di sviluppo aziendale che consentano alle imprese agricole di crescere e ai figli degli agricoltori di rimanere sul territorio». Il consigliere del Pdl ha anche invitato le istituzioni a una maggiore severità rispetto al sistema bancario che «fatica a comprendere di avere anche una funzione culturale: quando l&#8217;ha svolta ha favorito lo sviluppo economico del territorio, oggi presenta troppi vincoli e non risulta sempre in grado si sostenere le potenzialità delle aziende». Rinaldi ha concluso con un appello rivolto alla Provincia e agli enti locali che «non solo devono fare ma devono anche lasciar fare».</p>
<p>Per <strong>Stefano Corti (Lega)</strong> la crisi «che attanaglia Modena e l&#8217;Italia ha radici lontane, ed era purtroppo prevedibile quando la Lega denunciava il pericolo della concorrenza sleale da parte di paesi emergenti». Secondo Corti «la delocalizzazione delle grandi imprese, l&#8217;invasione di prodotti asiatici con manodopera a costo zero, l&#8217;insufficiente tutela del &#8220;Made in Italy&#8221; e delle nostre eccellenze hanno velocemente indebolito e impoverito il nostro tessuto imprenditoriale con il conseguente crollo occupazionale e dei consumi. Quando i nostri rasoi elettrici, le nostre tazzine del caffè, i nostri calzini, le nostre lampadine e i nostri spazzolini sono Made in China, che futuro può avere la nostra economia?». La &#8220;ricetta anticrisi&#8221; della Lega proposta dal consigliere Corti parte «dalla necessaria e immediata introduzione dei dazi doganali per tutto quello che è prodotto al di fuori della Ue, il divieto di ingresso di merci prodotte con sfruttamento di manodopera minorile, la valorizzazione e la deducibilità fiscale del 100 per cento prodotto in Italia, la promozione e salvaguardia delle nostre eccellenze agroalimentari». E i Comuni, ha proposto Corti, potrebbero «ridurre le tasse per le aziende che investono sul territorio e che assumono i locali».</p>
<p>Nelle conclusioni, <strong>il presidente Sabattini ha sottolineato «la necessità di contrastare in ogni modo la piaga del lavoro nero che in questa fase difficile dell&#8217;economia rischia di essere un elemento di forte squilibrio.</strong> Tutti insieme, facendo ciascuno la propria parte, dobbiamo difendere il mercato e la corretta competizione tra aziende &#8211; ha aggiunto &#8211; Non solo le istituzioni pubbliche, ma anche le associazioni di categoria, alle quali chiediamo di vigilare e, se necessario, espellere chi persevera nei comportamenti illegali».</p>
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